Comunicare in forma scritta su strada per raggiungere più pubblico possibile: un’esigenza nata nella Preistoria e che arriva alla tecnologia dei nostri giorni.

L’insegna nasce dall’esigenza di trasmettere informazioni per iscritto ad un pubblico di passaggio. In senso ampio, le prime forme di comunicazione su luoghi “di transito” sono le incisioni rupestri dei nostri più lontani antenati preistorici.

Già gli egiziani, sugli obelischi, rendevano, attraverso la scrittura geroglifica, pubbliche le loro leggi.

Il termine “Insegna” come lo conosciamo oggi deriverebbe dal francese “enseigne”, che inizialmente voleva essere un identificativo delle “flags” (bandiere) inglesi.

L’ “insegna” diventa commerciale nel Medio Evo, quando in Europa si diffusero indicazioni e intestazioni di locande e taverne. Ovviamente, poiché la maggior parte delle persone era analfabeta, veniva quasi sempre fatto tutto in forma grafica.

A partire da questo momento le insegne si moltiplicano e nei secoli si avvicinano a quelle che conosciamo oggi. Il primo uso massivo di messaggi commerciali risale probabilmente al 1835, quando Jared Bell inizio a tappezzare letteralmente i luoghi di passaggio del suo circo.

Un momento topico dell’evoluzione è il passaggio all’elettricità: la prima produzione in serie elettrica, peraltro fatta con una tecnologia rudimentale e molto costosa, viene attribuita alla statunitense Federal Electric Co. Stock e i clienti principali erano teatri e i primi “cinema”. Siamo intorno al 1910.

Già dal 1919 a New York si registrano le prime insegne piatte in vetro, mentre a partire dagli anni’40 entra prepotentemente nel mercato la plastica.

Da lì fino a oggi è un susseguirsi di innovazioni sia nei materiali usati sia nel tipo di lampade adottate. Oggi anche attraverso il nostro sito potete godere delle soluzioni più attuali.

In conclusione, le insegne sono un evergreen di tante epoche. Il loro successo è dovuto al costo decisamente più basso rispetto ad altre forme di pubblicità e soprattutto alla possibilità di raggiungere persone che possono essere potenziali clienti, in quanto chi è di passaggio può essere attirato dall’esigenza del momento o anche dalla fantasia di chi ha creato l’insegna.

Per questo siamo pronti a scommetterci: le insegne hanno ancora un grande futuro davanti a sé!