In “The Sound of Silence” di Simon & Garfunkel il neon, in una visione quasi mistica, era rappresentato come una sorta di divinità artificiale della vita moderna. Per un secolo circa questa forma di illuminazione ha caratterizzato milioni di attività in tutto il mondo e, di conseguenza, è diventata anche una forma d’arte.

Sempre più soppiantate dalle insegne a led, a consumo decisamente più basso e molto più ecosostenibili, le insegna al neon, nonostante non abbiano ancora segnato il passo, già annoverano numerosi nostalgici in tutto il mondo.

Forse non lo sapete, ma a Glendale, California, esiste il Mona (Museum Of Neon Art,  https://www.neonmona.org), uno spazio polivalente dove, oltre ad essere esibiti veri pezzi d’arte, vengono organizzati eventi e lezioni.

Il MONA

A non molta distanza, ad Oakland, è appena terminata la mostra “Neon Legends” (http://thetransmissiongallery.com/neon-legends.html) in cui sono state raccolte le creazioni di 11 neon artist californiani.

Seppur sia passato qualche anno, è rimasto impresso il lavoro dell’artista MrWhaite, che ha realizzato una serie di gif animate in stile neon dedicate ai capolavori del cinema (https://www.awwwards.com/the-neon-posters-of-mr-whaite.html ). E di esempi ce ne sarebbero ancora numerosi.

La mostra Neon Legends

Insomma, sebbene per molti siano già un’icona del passato, le insegne al neon hanno rappresentato l’epoca del benessere e del boom economico. I tanti artisti che gli hanno dato un valore aggiunto hanno dimostrato, ancora una volta, la stretta liaison tra il mondo pubblicitario e quello artistico.