Una minuscola bottega che diventa, grazie agli affari che vanno a gonfie vele, una grande catena. Il sogno di tutti, che per alcuni si è realizzato. Con le insegne che hanno accompagnato la crescita.

Una frase inserita all’inizio del libro “Qualcosa sui Lehman” di Stefano Massini è molto rappresentativa per il nostro settore:

Lehman. Sarà anche piccolo. Ma il negozio però almeno è suo. Piccolo, minimo, minuscolo, ma suo. C’è scritto grande H. LEHMAN sul vetro della porta. E un giorno ci sarà anche una bella insegna, sopra la porta grande come tutta la facciata”.

Lehman Brothers, già. Sappiamo tutti come è finita, ma in pochi sanno come è iniziata.

Un piccolo spazio sulla strada di pochi metri quadrati e giusto una piccola vetrofania per indicare chi ci stava dentro. Poi, per il capostipite della famiglia, le cose girarono bene. Il primo cambio locale e la prima vera insegna. Fino alle lettere cubitali dei grattacieli che hanno rappresentato questa importante multinazionale.

Quanti di voi si rispecchiano in questa storia? Nel nostro lavoro abbiamo avuto la fortuna di accompagnare diverse realtà ticinesi verso il successo.

La dinamica molto simile per tutti.

All’inizio pochi soldi ma tante idee. “Eh, sì, l’insegna. Ci piacerebbe qualcosa di originale ma lo spazio è quello che è e i soldi sono contati”.

Ma, neanche tanto tempo dopo, una nuova telefonata del cliente per dirci: “Ehi, siamo cresciuti e cambiamo bottega! Ora ci serve un’insegna molto più grande e stavolta vogliamo qualcosa di stupefacente!”.

Forse non ci crederete, ma la gioia per noi non era fatturare una seconda volta allo stesso cliente, ma sentirlo felice perché rifare l’insegna con noi vuol dire che gli abbiamo portato fortuna e, diciamocelo, che anche in prima battuta e con un budget limitato abbiamo lavorato bene e siamo piaciuti.

Lo abbiamo già detto precedentemente nel blog: l’insegna è molto di più di un’indicazione; è parte dell’anima di un’azienda!