Nel nostro blog stiamo costantemente analizzando l’evoluzione del settore pubblicitario per capire come sta cambiando e offrire sempre un approccio aggiornato ai nostri clienti. Scopriamo ora come anche la scrittura di un semplice slogan stia diventando un affare assai complesso

Fantasia, grafica, slogan e testi di accompagnamento: Q-Tecno è spesso l’esecutore finale dell’idea creativa del cliente, mentre altre volte, su richiesta, si è messa in gioco partecipando o presiedendo la parte creativa.
Al di là di una grafica di impatto, con effetti wow o con stile sobrio a seconda delle singole casistiche, lo slogan ha sempre avuto un ruolo centrale nella produzione pubblicitaria. Se il messaggio è sbagliato, si toppa alla grande, come abbiamo già chiarito in alcuni nostri articoli.
Q-Tecno offre supporti di comunicazione offline, stampati su carta, plastica o altri materiali. Pertanto, pur conoscendo le varie tecnologie e studiandole regolarmente, è sempre stata smarcata da discorsi legati ai big data o all’intelligenza artificiale. Tuttavia, ciò che avviene a livello digitale ci impone delle domande sull’attualità del nostro metodo e sulle possibilità di migliorarci.
Una tendenza molto marcata in molte agenzie di comunicazioni statunitensi, è quella di non delegare più il messaggio pubblicitario al singolo slogan pensato dal copywriter (colui che scrive i testi), ma di renderlo personalizzabile a seconda della persona che lo stia leggendo: in altre parole, quando siamo di fronte al nostro telefono o al pc, il contenuto scritto dello stesso prodotto può essere diverso da quello di una persona seduta a pochi metri da me che sta guardando la stessa cosa.
Tutto ciò è reso possibile dalla combinazione di analisi dati, machine learning e intelligenza artificiale, col supporto di un big data analyst (colui che decodifica e interpreta i numerosi dati a disposizione tramite strumenti di analisi) e di un creative technologist, ovvero la persona che dà alla macchina gli input per creare un messaggio pubblicitario personalizzato al 100%.
Tutto ciò si traduce con la possibilità che, per una stessa campagna, si generino persino contenuti diversi per ogni singolo utente raggiunto. Tecnicamente, grazie all’AI, sono possibili combinazioni di migliaia di messaggi che possono cambiare la lunghezza, il tono di voce, la struttura grammaticale e, ovviamente, le singole parole.
Chiaramente, dietro a tutto ciò ci sono tecnologie complesse e figure specializzate che fanno parte della nuova frontiera di un mercato del lavoro sempre più fluido.
E la nostra cara, vecchia pubblicità sui cartelloni? Rimarrà, così come rimarrà lo sforzo creativo di colui, colei o coloro che penseranno ad uno slogan universale e che incontri il più vasto consenso possibile. Una lezione importante è stata comunque imparata: benché offline non possiamo offrire la stessa varietà dei contenuti erogati online, dobbiamo pur sempre considerare ciò che il mercato vuole: un cliente sempre più al centro del mondo, che vuole percepire che il prodotto sia su misura per lui.