Varsavia, epoca della guerra fredda: il regime installa tante insegne al neon per ridare slancio alla vita sociale ed economica in un Paese segnato dalla Seconda Guerra Mondiale. Un museo testimonia quel periodo.

Abbiamo già parlato, nelle nostre news, dei musei americani dedicati alle insegne al neon. Realtà che hanno riconosciuto il valore artistico dei realizzatori e del prodotto finito.

Grazie ad un interessante servizio della RSI, abbiamo scoperto l’unico museo dedicato all’arte delle insegne al neon in Europa, ovvero il Neon Muzeum di Varsavia.

Per capire la portata di questa piccola esposizione situata nel quartiere Praga, è bene capire il quadro generale in cui si colloca l’idea dei due fondatori, Ilona Karwińska (fotografa polacca) e David Hill (designer inglese).

A metà anni ’50 del secolo scorso, Varsavia, come tutta la Polonia, doveva affrontare i suoi primi, duri e lunghi anni di regime socialista. Le alte cariche dello stato, tuttavia, non volevano trasmettere grigiore e piattezza ai loro cittadini. Indi per cui, iniziarono a reclutare i migliori designer per riempire la città di insegne al neon colorate.

Chiaramente, non essendoci un’economia privata, tutte le insegne erano di carattere generico (“albergo”, “ristorante” ecc.) ma il tratto distintivo era nelle forme, nei colori e nei font del neon, spesso completamente inventati da zero.

Con la fine del socialismo, le vecchie insegne sono state pian piano rimosse. Di qui l’idea, laddove possibile, di recuperarle e offrire così, a tutti i visitatori, un fedele spaccato del tempo che fu.

Per chi crea supporti pubblicitari come noi, l’interesse è doppio: oltre al valore storico delle insegne, una visita al museo vuol dire capire meglio come è cambiato il modo di approcciarsi alla loro creazione.

Insomma, se siete a Varsavia, un giro è consigliatissimo! Potete saperne di più su http://www.neonmuzeum.org/